5 aprile 1995, ore 15 circa, la telefonata che non ti aspetti, da mia cognata.
Sono in casa con le bambine, che dormono, sono ancora piccole. Stefania, mia moglie, è ad un convegno. Mentre aspetto mia madre che starà con le bambine al loro risveglio, sono confuso e spaventato all’idea di doverlo dire a mia moglie.
Dirle che uno dei suoi due fratelli è morto, al lavoro.
Arrivo alla sala convegni della fiera, centinaia di persone, non vedo mia moglie. Guardo e riguardo le persone sedute, mi sembrano tutte uguali, non me la sento di aspettare oltre e faccio dare una comunicazione di servizio al microfono.
Finalmente possiamo piangere insieme e insieme recarci al pronto soccorso: la polvere del cantiere ancora addosso, i lividi sulle dita…
Oggi Corrado avrebbe quasi 53 anni, vivrebbe nella casa che stava finendo di costruire con le sue mani, godrebbe della vicinanza della moglie e della figlia, che allora non aveva ancora un anno…
E’ giusto, dopo 20 anni, rivivere nella memoria un evento familiare importante.
E’ giusto rivivere … oggi, giorno di Pasqua.
Lascia un commento