R.C. 65 anni, piccolo imprenditore di una società di costruzioni e manutenzioni meccaniche, in pensione fra qualche mese. L’ho conosciuto il mese scorso, ha voluto fare un corso per “preposti” insieme al suo capo officina. Durante l’ultimo incontro, con loro due soli, l’ho visto perplesso mentre leggeva il DVR (documento di valutazione dei rischi) della sua azienda.
Io: “C’è qualcosa che non và?”
R.C. (scuotendo la testa): “Qui non c’è scritto proprio niente di questa lavorazione pericolosa che facciamo…”
Io: “Come mai?”
R.C.: “La verità? Non l’avevo mai letto prima d’ora e non mi ero mai reso conto di quanto fosse importante”
Il documento era stato elaborato da un consulente esterno che è anche l’RSPP dell’ azienda, ma che, a detta di R.C., in azienda non ci passa mai.
R.C. “Cosa dovrei fare secondo lei?”
Io: “Parlarne con il suo RSPP”
Pur essendo d’accordo, R.C. non era più convinto che questa fosse la soluzione migliore per l’azienda, tenuto conto che lui non è l’amministratore e che però tutti i problemi gestionali, compresa la sicurezza, deve sbrigarseli lui.
Io: “Perché, allora, non si forma per diventare lei RSPP della sua azienda?”
R.C.: “Alla mia età ???”
R.C. ha concluso da qualche settimana il Modulo A per RSPP e sta frequentando il Modulo B4. Stamattina ho avuto modo di dare uno sguardo al suo manuale del Testo Unico che ha ricevuto all’inizio del Modulo A e ho scoperto che lo aveva dotato di copertina e di una decina di post-it segna pagine di colori diversi.
Non ho potuto far altro che complimentarmi con lui di fronte agli altri corsisti: “Questa è la prova che il valore della sicurezza può essere scoperto a qualunque età”.
Auguri di buona pensione da RSPP, R.C.!

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